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04.11.06
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Prossimo appuntamento TELETHON 2006
Buonasera a tutti!
Eccoci già lanciati verso le prossime iniziative. Ad inizio dicembre col consueto appuntamento sulla solidarietà, Venicemodel torna alla Banca Nazionale del Lavoro di Mestre per una presentazione dello sviluppo degli ultimi progetti: alcuni profili di imbarcazioni fluviali della nostra zona, ma soprattutto il modello del "buzo" veneziano del sedicesimo secolo, uno di quei curiosi velieri mercantili, che giungevano all'isola del Lazzaretto Novo per scontare i periodi di decontaminazione sanitaria, al tempo detta "contumacia" contro malattie come la peste. Grazie alla collaborazione con l'Ekos Club di Venezia è possibile visitare l'isola ed osservare le eccezionali scritte, sigilli e disegni, che ci raccontano una storia di antica saggezza. Presto sul mio sito potrete accedervi attraverso un link diretto: per visite guidate o per avermi a vostra disposizione scrivete sulla mia mail o meglio su archeove@provincia.venezia.it.
Tornando al "buzo", lo studio che sto eseguendo è piuttosto blindato, per cui posso darvi solo alcune anticipazioni. Potremo tradurre il termine come "barca col buco" nel senso che a prua vi era una nicchia riparata dove l'equipaggio poteva stivare la propria paccottiglia di mercanzie da vendere o scambiare negli approdi durante il viaggio. Era una nave da circa 25 metri a cavallo tra le arcaiche nave tonde e i più moderni velieri armati con vele quadre di spinta a prua e longitudinali triangolari a poppa per migliorare la monovrabilità. Insomma un guazzabuglio postmedioevale in cui le mie conoscenze in campo di architettura navale si sono lanciate con l'usuale rigore storico e competenza modellistica a caccia di un risultato davvero interessante.
Buona domenica
Massimo Giacomazzo
Nella prossima new non perdete la storia del principe Igor alla conquista di Miklagaerd
venicemodel.com
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17.10.06
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Bentornato VENICEMODEL
Buonasera a tutti gli amici storici e modellisti.
Con sollievo posso comunicarvi che non sono sparito, ma che impegni vari e complicazioni tecniche mi hanno obbligato ad implementare le mie conoscenze, per rimanere efficacemente in contatto con voi.
Ecco la prima novità: assieme all'Associazione subacquea ARGO è stato avviato uno studio sull'evoluzione delle ANCORE, prego quindi gli interessati a mettersi in contatto per domande, suggerimenti ma soprattutto ritrovamenti subacquei di oggetti di questo tipo. La nostra associazione, che trovate sul bellissimo sito www.argovenezia.it, coopera nella ricerca subacquea col Ministero dei Beni Culturali ed organizza corsi specifici di archeologia subacquea, ai quali spero di dare la mia modesta consulenza di storico navale dilettante.
Coi continui ritrovamenti non solo di antichi relitti , resi possibili dalle nuove tecnologie ed una maggiore sensibilità culturale, ci proponiamo di dare efficaci indicazioni al mondo mediterraneo su tutto uno sviluppo dei trasporti marittimi, ancora in espansione spesso con modalità facilmente assibililabili a queelle dei nostri antenati.
Seconda novità, ma ritorno domani sull'argomento, vi suggerisco di richiedere gli ultimi numeri della rivista LAGUNAMARE dell'Assonautica di Venezia: vi troverete i percorsi per il Museo Storico Navale della mia città, che in ottica Salone Nautico di Venezia 2007 vi potrebbero mettere in contatto diretto col sottoscritto per delle visite guidate all'altezza delle vostre migliori aspettative.
Bentornato Venicemodel !
Massimo
venicemodel.com
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30.01.06
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ARCHEOLOGIA E MODELLISMO NAVALE
LA SCALA - Il periodo storico tra la fine del XV e la parte iniziale del XVII secolo offre una serie di stimoli del tutto particolari nel campo dell'architettura navale mediterranea. Dei bastimenti di allora conosciamo purtroppo solo le linee fondamentali, sia perchË esistono rarissimi ed incompleti originali, sia perchË le fonti iconografiche a cui possiamo attingere (quelle tecniche si sviluppano alla fine del periodo) sono molto imprecise.
Se a questo aggiungiamo la volont‡ di utilizzare dei metodi ricostruttivi, che seguano almeno in parte gli stessi sistemi dei nostri antenati, il lavoro tender‡ a sicuro interesse storico e grande originalit‡. Potr‡ sembrare curioso che il primo aspetto trattato sia il rapporto di riduzione che andremo ad utilizzare, al punto da affermare che il modello Ë intimamente correlato alla scala in cui sar‡ riprodotto, sia che intendiamo fermarci ad un unico modello, che nel caso coltivassimo il sogno di impostare una collezione tematica.
Dovremo poi considerare la nostra esperienza, lo spazio a disposizione come luogo dove lavorare nonchË come collocazione fisica del nostro capolavoro. Quando parleremo dei diorami, sar‡ ancor pi? evidente il significato di questo elementare calcolo matematico. Tornando ad oggi, eccoci a confronto con le misure di quegli antichi scafi con la prima, essenziale distinzione tra navi a propulsione remiera, le galee, e i velieri dai tradizionali a vela latina a quelli pi? performanti, cocche, caracche e galeoni a velatura quadra e mista. Avrete gi‡ notato che non compare ancora la distinzione tra navi da guerra e mercantili.
Per la scala disponibile, infatti, ricordiamo che mentre un veliero oscillava tra i 30 metri di lunghezza scafo negli ultimi anni del 400 per toccare i 40 abbondanti nel primo Seicento, la galea stava costantemente tra i 40 e i 50, salvo le piccole unit‡ d'accompagnamento alle flotte, galeotte, fuste, frigate e brigantini di misure progressivamente contenute attorno ai 30 metri. Tradotto in scala ci rendiamo conto che non potremo allontanarci troppo dal limite estremo dell'1/120 per navi di notevole lunghezza senza salire nell'ipotesi opposta oltre l'1/50 o 1/48. Non pensate che quest'ultima distinzione sia superflua pignoleria, perchË spesso ci vedrete spaziare su misure e rapporti anglosassoni, come nel caso dell'1/72, il mitico 3/4 di pollice, ma non disdegneremo neppure l'ultraclassico 1/100 o il curioso 1/90 per la facilit‡ di reperire buoni figurini da 25 mm...e dal momento che ci riferiamo al mondo navale veneziano, l'unit‡ di misura cardine sar‡ il piede veneziano del Cinquecento pari a 34,72 cm.; riassumendo, il nostro progetto originale di NAVE COCHA partir‡ da una colomba (chiglia) di 45 p.v.(piedi veneziani) pari a 15,62 m. per ottenere i 75 p.v. tra le perpendicolari dello scafo (26,04 m.), che in scala 1/50 ci daranno un modello lungo esattamente 52,1 cm., di poco oltre i 60 con lo slancio del bompresso e il tangone della scotta di mezzana a poppa.
Per la fusta della battaglia di Lepanto la colomba - da cui parte ogni progetto anche nei trattati navali antichi - Ë di 55 p.v. (19,10 m.), arrivando con le misure di PrË Thedoro de' NicolÚ, architetto navale dell'Arsenale di Venezia a met‡ Cinquecento agli stessi 26 m. o poco pi?, quindi un modello perfettamente in sintonia con l'altro.
Volessimo mettere assieme le 2 navi per simulare un'operazione ditraino in porto o un altrettanto comune attacco piratesco, comprenderete bene che, scendendo per esempio all'1/72, avremo la possibilit‡ di comporre una scena di grande effetto a costi e dettagli pi? che tollerabili.
E proprio della realizzazione dei dettagli in scala parler‡ la seconda lezione. Arrrivederci. English, french or german translation on request.
venicemodel.com
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30.01.06
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Corso ARCHEOLOGIA E MODELLISMO NAVALE
Allacciate le cinture. A Venezia un sogno diventa realt‡. Ad Agosto - esce a giorni il programma ufficiale - Ë organizzato dall'Ekos Club, sede veneziana dell'Archeoclub d'Italia presso l'isola del Lazzaretto Novo nella Laguna Nord con il patrocinio del Ministero Beni Culturali, l'appoggio del Museo Storico Navale di Venezia e la collaborazione dell'ISTIAEN (istituto Italiano di Arrcheologia ed Etnografia Navale) e di ARGO (Gruppo archeologicvo subacqueo di Venezia) il corso: ARCHEOLOGIA E MODELLISMO NAVALE, che consentir‡ ai partecipanti di studiare e ricostruire dei modelli navali veneziani assolutamente inediti, la fusta (piccola galea d'accompagnamento) della battaglia di Lepanto oppure la nave cocha o cocca veneziana del Cinquecento in una versione il cui progetto Ë nato ad inizio gennaio. Potete ben capire che si tratta di qualcosa di straordinario, per il quale vi lasciamo al primo approfondimento dedicato alla scala di riduzione nei progetti navali, che leggerete in testa a queste news.
venicemodel.com
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